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Innovazione per le imprese: un valore aggiunto

Strumenti per l'imprenditore consapevole.


Consulenza Risorse Umane - Parte 2
Innovazione Imprese

Prosegue il nostro percorso di approfondimento sui focus oggi fondamentali per un imprenditore consapevole, cioè quelle tematiche che permettono di crescere in fatturato, employer branding, reputazione. Parleremo di Innovazione come strumento di sviluppo per le PMI.

INDICE

Introduzione

Oggi sentiamo parlare costantemente di innovazione per le imprese. Concettualmente l’innovazione è data da quella serie di cambiamenti che trasforma e fa evolvere in maniera positiva processi, strategie, approcci e modelli di business nelle organizzazioni. Non basta solo il cambiamento, ma deve dominare la logica dell’ottimizzazione, del miglioramento di prodotti e processi. Per le imprese è oggi fondamentale essere al passo con le richieste del mercato, ma soprattutto offrire soluzioni nuove, avere idee che diversifichino e che facciano riconoscere l’identità e unicità dell’impresa per creare quel valore aggiunto capace di
L’innovazione diventa pertanto strumento di employer branding.

COSA SI INTENDE PER INNOVAZIONE

Innovazione è pertanto quel cambiamento positivo che porta benessere all’interno e all’esterno dell’azienda. Il primo a parlare di innovazione in un’ottica strategica di sviluppo e di vantaggio competitivo è stato l’economista austriaco Joseph Schumpeter che, 1934, in “Theory of economic development” ha definito  tale concetto come la prima introduzione nel sistema economico e sociale di un nuovo prodotto, servizio, processo, mercato, fattore produttivo o modello organizzativo “ non è un imprenditore (…) chi compie operazioni economiche , intendendo lucrarne profitto, bensì chi introduce atti innovativi”. Secondo l’autore l’innovazione si sviluppa in maniera dinamica, diversificata e si espleta in diverse fasi del ciclo di vita di un’impresa: dalla produzione di beni e servizi fino alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento. Nel 1971 arriva ad indicare quel qualcosa che genera cambiamento ed evoluzione economia e sociale con il concetto di sviluppo. Per essere competitive, per poter stare sul mercato, per avere valore aggiunto, si devono creare atti innovativi, capaci di trasformazione positiva processi o prodotti.

L’INNOVAZIONE TRASFORMATIVA

L’innovazione in tale approccio è detta trasformativa. L’innovazione infatti può nascere da dinamiche interne di trasformazione e sviluppo in relazione alla vision e mission aziendale , business prevalente, alle specializzazioni produttive e/o procedurali, ai clienti attuali e potenziali, all’obiettivo di mercato ed ai mercati-obiettivo ed al sistema di governance.
I criteri appena esposti svelano un forte sbilanciamento analitico verso l’interno dell’azienda o meglio, verso questioni di management.
Molte aziende investono in innovazione implementando processi di R/S. 
Andando ad analizzare più diffusamente il concetto di ricerca emergono alcuni suoi attributi endogeni che evidenziano quanto l’innovazione non sia sempre lineare :
il rischio, in quanto la ricerca è un’attività altamente incerta poiché va, per sua natura, incontro all’ignoto e gli esiti delle attività di studio, analisi, ipotheses formulation, sperimentazione e testing possono non produrre alcun effetto che sia di valore per l’organizzazione. Questo si traduce, per l’impresa che l’ha finanziata in una pericolosa, specie se si tratta di una PMI, alterazione degli equilibri contabili, economici e finanziari;
la complessità, si tratta, in questo caso, di un fattore intimamente connesso con la materia prima della ricerca, ossia un’intrecciata, apparentemente disordinata, amalgama di saperi, settori, orientamenti scientifici, conoscenze pregresse, propensione all’autoanalisi, convincimenti personali e/o collettivi, posizioni intellettuali, orientamenti etici e disponibilità di tecnologie più o meno avanzate per lo studio più rigoroso ed imparziale possibile di un fenomeno, che rendono tale attività assai imprevedibile e dagli outcome tutt’altro che scontati.

L’ INNOVAZIONE PARTECIPATIVA

Altra modalità e qualità del processo innovativo è quello della Innovazione partecipativa. La partecipazione è sempre di più presentata come un vettore del cambiamento futuro, sia nei rapporti sociali, che nelle pubbliche amministrazioni e nelle imprese private. L’ innovazione democratica e partecipativa è una dimensione nuova alla qualità dei processi in azienda. E’ caratterizzata da un ascolto attivo, da una nuova riconfigurazione dei ruoli che non si presentano strutturati gerarchicamente, ma in maniera orizzontale, con ampio spazio allo strumento di delega ed a quello della partecipazione digitale. Oggi, infatti, è spesso correlata alle novità tecnologiche. La digital transformation è considerata l’innovazione primaria. Digital Transformation significa attuare un processo di cambiamento che innovi il modello di business e ridisegni l’organizzazione interna, le relazioni con i clienti, i fornitori e i consumatori. Spesso si pensa che la digitalizzazione aziendale consista semplicemente nell’implementare le nuove tecnologie o nel dematerializzare i documenti cartacei. In realtà essa comporta un progetto di governo d’impresa dove le tecnologie digitali aiutano i vari dipartimenti a generare valore e questo crea davvero innovazione. Le imprese si trova pertanto a dover:
  1. delineare un modello di ricerca e innovazione che identifichi attori, organizzazione, policy di intervento;
  2. definire strategie per far convergere su di esso le diverse realtà già oggi attive sul campo;
  3. definire i profili di chi ha la delega al processo di ricerca e a quello della innovazione

AFFIDARSI AD UNA SOCIETÀ DI CONSULENZA PER INNOVARSI

La possibilità di fare innovazione in azienda può essere data da due presenze: quella dell’Innovation Manager e quella di una società esterna di consulenza che affianca gli uffici interni. Sempre di più troviamo i dipartimenti R/S (Ricerca e Sviluppo) che lavorano a stretto contatto con l’ufficio Hr. Noi di THRUST Group collaboriamo in genere con le imprese garantendo: – sia la ricerca e selezione della figura professionale preposta, cioè l’Innovation Manager, facendo prima un check della situazione aziendale per poter, in maniera sartoriale, fare l’acquisizione giusta; – sia offrendo consulenza con un servizio mirato di analisi dei bisogni, analisi di clima, check-booster. La società si è dotata di Tools High Tech per la mappatura delle competenze, cioè strumenti scientifici che permettono una diagnostica rigorosa e puntuale delle soft skills. Questo porta Innovazione di processo, garantendo oggettività.

Conclusioni

L’attività di ricerca è diversa dall’innovazione (e dal trasferimento tecnologico). Mentre quest’ultima ha come obiettivo la creazione e/o il miglioramento di prodotti, processi o servizi e un impatto diretto sul mercato, la ricerca deve creare conoscenza, anche quando non si intravedono impatti concreti a breve termine. Altrettanto diversi sono, e debbono essere, processi e modelli operativi. Assistiamo pertanto, in azienda, ad una nuova funzione, quella dell’Innovation Manager, preposto alle attività ed ai processi di ricerca, innovazione e cambiamento, capace di garantire un’organizzazione agile, una governance partecipata ed adeguate procedure digitalizzate.

Note / Bibliografia

  • M.R. Tartarico, “Coltivare partecipazione”, Edizioni La Meridiana, 2020, a cura di e Susan E. George e Chiara L. Pignaris.

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