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WELLBEING IN AZIENDA

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WELLBEING IN AZIENDA

Si parla oggi molto di wellbeing oggi in azienda, cioè quella condizione di benessere organizzativo inteso come la capacità di un’organizzazione di promuovere, mettere in atto e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale di tutti i lavoratori che operano al suo interno. Nel contempo il concetto si è dilatato per andare a rappresentare non solo la sfera del benessere del lavoratore e di quello dell’organizzazione, ma a quella delle soluzioni di welfare aziendale adottate. L’attenzione si orienta oggi verso un processo per cui l’azienda si impegna ad una cura dello star bene dei lavoratori, mettendoli nella condizione di lavorare meglio, incrementando la produttività stessa ed inserendo azioni di “wellness at work” contrattualizzate.

L’EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI WELFARE
Il livello di welfare aziendale stesso rimanda allo stato di benessere dell’organizzazione che deriva da un insieme di parametri tra cui dobbiamo considerare il “clima organizzativo”, la “cultura organizzativa” e la stessa governance, patrimoni tangibili ed intangibili dell’azienda. A quelle che sono le indicazioni normative sulle misure di welfare oggi le organizzazioni dimostrano di saper promuovere e mantenere alto il livello di wellbeing con azioni più consapevoli e mirate . Assistiamo attualmente ad una costante attenzione a mettere la persona al centro, cioè superare il concetto dell’aver cura del lavoratore per passare alla valorizzazione delle competenze, dei talenti affinché possa esprimere tutte le sue potenzialità.
DEFINIZIONI DI WELLBEING
Quando si parla di wellbeing in azienda ci si riferisce ad un concetto lato, che fa riferimento al benessere organizzativo, personale e psicofisico del lavoratore, ossia lo star bene con se stesso, con gli altri, con e nell’organizzazione. Il wellbeing è genericamente indicato come lo stato di benessere nel quale l’individuo è in grado di sfruttare al massimo le sue capacità cognitive ed emotive, esercitando la propria funzione all’interno della dimensione professionale e personale. Molteplici sono le definizioni di benessere organizzativo che si trovano in letteratura. Il benessere psicofisico si arricchisce di dimensioni legate all’ottimizzazione del potenziale, delle competenze e quindi delle performance con grande soddisfazione personale, emotiva e professionale dei dipendenti. E’ visto come processo sistemico, a 360° che permette di lavorare meglio, aumentare la produttività. La multinazionale di Consulting Deloitte ha recentemente

pubblicato una ricerca “ 2020 Deloitte Global Human Capital Trends” che evidenzia come il well-being rappresenti uno dei trend dell’Human Capital del prossimo futuro, una delle principali priorità nella gestione del capitale umano .

Una politica di wellbeing da parte delle aziende è vista come investimento economico e attivazione di un processo valoriale dei brand. L’empowering of the Human Factor rende oggi un’organizzazione vincente, cita ancora la ricerca di Deloitte. Vediamo le definizioni dei più significativi studiosi italiani in materia di psicologia ed organizzazione del lavoro. Si parla benessere organizzativo come del “rapporto che lega le persone al proprio contesto di lavoro, prendendone in considerazione le molteplici variabili, fra le quali: le relazioni interpersonali, il rapporto con i capi, il senso ed il significato che le persone attribuiscono al proprio lavoro, il senso di appartenenza alla propria organizzazione, l’equità nel trattamento retributivo e nell’offerta di opportunità di crescita e miglioramento lavorativo, l’ambiente di lavoro accogliente e piacevole” (Pellizzoni, 2005). Si intende ancora come benessere organizzativo “l’insieme dei nuclei culturali, dei processi e delle pratiche organizzative che animano la dinamica della convivenza nei contesti di lavoro promuovendo, mantenendo e migliorando la qualità della vita e il grado di benessere fisico, psicologico e sociale delle comunità lavorative ( Avallone F., Bonaretti M., Benessere organizzativo per migliorare la qualità del lavoro nelle amministrazioni pubbliche, 2003, pag.61).

EFFICACIA COLLETTIVA
Un taglio diverso viene invece dato da Bandura, psicologo dell’apprendimento sociale centrato sull’autoefficacia, che parla di wellbeing organizzativo come di efficacia collettiva (Bandura, 2000): è un ampliamento, in ambito organizzativo, del costrutto di self-efficacy, (Collective Agency). “L’elemento centrale della CA è la credenza condivisa dai membri del gruppo che l’organizzazione sia in grado di ideare ed eseguire i comportamenti necessari per usufruire al meglio delle proprie risorse, per far fronte ad avversità e ostacoli, per migliorare le proprie performance e conseguire i risultati attesi.”. Le principali fonti dell’efficacia collettiva nelle organizzazioni é data da:

  • caratteristiche personali dei membri (self-efficacy, senso di appartenenza);
  • caratteristiche del compito;
  • caratteristiche del gruppo (qualità delle relazioni, livello di coesione tra i membri);
  • caratteristiche del contesto (cultura organizzativa: valori, norme stili)

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