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Strategie e strumenti per decisioni efficaci: la Teoria dei Giochi

Strumenti per l'imprenditore consapevole.


Consulenza Risorse Umane - Parte 3
La Teoria dei Giochi
Un buon imprenditore deve sapere prendere decisioni efficaci, rapide e risolutive per dare sempre alla propria azienda una guida sicura, responsabile e consapevole. Questo significa avere la capacità di esaminare a fondo le situazioni, gestire le dinamiche di gruppo e trovare soluzioni ai problemi. Il saper prendere decisioni è una delle soft skills caratterizzanti il ruolo del manager/imprenditore. INDICE

Introduzione

Il mondo aziendale attuale è caratterizzato da dinamiche complesse che vanno sapute analizzare, affrontare e gestire in maniera adeguata. Esaminiamo pertanto quelle che sono le più comuni variabili che definiscono i processi di business:

  • Incertezza
  • Imprevedibilità
  • Competitività
  • Complessità
  • Sovrabbondanza di informazioni

Imprenditori, manager e leader devono saper affrontare tali aspetti, anche in visione multi sistemica, sapersi confrontare con essi e prendere le decisioni più efficaci e produttive. Questi ultimi quarant’anni hanno visto una rivoluzione epocale nell’ analisi e gestione delle dinamiche relazionali e decisionali.

I MODELLI DECISIONALI

Vi sono diversi modelli che permettono di analizzare i processi decisionali e sono tutti valutabili in termini di capacità di legare i risultati e gli obiettivi in problemi di diversa complessità. I quattro principali modelli decisionali, in un’ormai consolidata classificazione, sono: modello razionale-normativo (a razionalità assoluta), euristico (a razionalità limitata), incrementale (descrittivo), garbage can (a razionalità ex post).
Vediamoli nelle caratteristiche fondanti:

  • razionale-normativo (classic rational choice), è il modello della razionalità assoluta, sinottico, prescrittivo delle certezze.
    – Obiettivi chiari, informazione perfetta e calcolo preciso delle variabili
    – Criterio dell’ottimizzazione
    – Modalità di scelta: il calcolo
  • euristico (bounded rationality), è il modello della razionalità limitata, procedurale, delle incertezze
    – Obiettivi diversi, informazione incerta e incompleta
    – Criterio della soddisfazione
    – Modalità di scelta: il confronto rispetto ai livelli di aspettative
  • incrementale (muddling through), è il modello incrementale, descrittivo, comparativo, dell’interazione
    – Obiettivi contrastanti, informazioni parziali e confuse, con aggiustamenti adattivi
    – Criterio del compromesso
    – Modalità di scelta: mutuo aggiustamento partigiano
  • bidone della spazzatura (garbage can theory), è il modello a razionalità ex post, mediato, caotico e ambiguo, delle anarchie organizzate
    – Obiettivi ambigui, informazioni confuse e casuali
    – Criterio dell’opportunità
    – Modalità di scelta: incontro tra problemi e soluzioni

Per i decisori, i manager delle organizzazioni, gli imprenditori l’approccio razionale normativo è prescrittivo, l’orientamento del modello è l’ottimizzazione delle funzioni di utilità e l’ottimizzare la qualità delle decisioni. La decisione è un processo di massimizzazione di costi e benefici e questa è la competenza che l’imprenditore deve possedere in assoluto.

TECNICHE E STRATEGIE

In ogni situazione decisionale, sia essa individuale, sia organizzativa, il momento della risoluzione del problema richiede l’uso di tecniche, strumenti e metodi.
Essendo il decision making un costrutto multidimensionale, rilevante è la molteplicità delle informazioni,soprattutto quelle di contesto, delle variabili, dei fattori e degli effetti. Esaminiamone in breve le fondamentali:

  • la Grid Analysis
  • la Paired Comparison Analysis
  • l’Albero Decisionale

La prima è l’analisi dei costi e benefici, chiara ed efficace quando si hanno buone alternative di scelta e fattori differenziati di cui tener conto: si crea una tabella a doppia entrata in cui si rappresentano opzioni e fattori, si assegnano i punteggi ad ogni riga e colonna, si moltiplicano i punteggi riga/colonna per ogni cella e alla fine si sommano i punteggi ottenuti per ogni riga. Si sceglie il punteggio maggiore che rappresenta la decisione migliore.
La seconda non si discosta di molto dall’altra e può facilmente essere effettuata con i consueti programmi di calcolo oggi in uso a livello informatico per quanto riguarda lo strumento ( IT tools). La tecnica aiuta a capire l’importanza di una serie di opzioni correlandole l’una all’altra, pertanto il metodo è comparativo.

Più complessa, ma molto usata in situazioni “sociali o politiche” è l’albero decisionale che è usata ed auspicabile per scegliere tra differenti strategie, permette la definizione del problema e di tutti gli aspetti collegati, analizza le possibili conseguenze, qualifica il valore dei tentativi e le probabilità di realizzarli.

Vengono chiamati in causa vari modelli e abilità di ragionamento, spesso in azione di feedbak continuo e di implementazione cognitiva

Fonte: elaborazione personale di uno schema di Folgieri R., DEAS, Milano

Di particolare interesse e suggestione nelle strategie da utilizzare nel prendere decisioni per gestire adeguatamente i gruppi in particolare quelli di lavoro, team e squadre da coordinare appare La Teoria dei giochi, modello matematico per lo studio delle ‘situazioni competitive’, in cui cioè sono presenti più persone (o gruppi di persone, o organizzazioni) dette appunto ‘giocatori’, con autonoma capacità di decisione  e con interessi contrastanti in una situazione che appare, appunto, di “gioco”.

LA TEORIA DEI GIOCHI

“La Teoria dei Giochi ha come oggetto di studio l’analisi delle decisioni che coinvolgono più individui”

(Gibbons)

Appare come una situazione di conflitto in cui dall’analisi previsionale di risultati si devono prendere decisioni ottimali
CONFLITTO –> ANALISI DEI RISULTATI –> DECISIONE OTTIMALE

Condizioni :

  • individui “intelligenti” e “razionali
  • obiettivi non identici, spesso contrastanti.

La teoria dei giochi si occupa dello studio delle interazioni strategiche tra individui ed è fondata su alcune ipotesi che caratterizzano il modo fondamentale di agire e di pensare degli individui. Il presupposto è che gli individui che interagiscono in un problema decisionale siano intelligenti e razionali: gli assiomi della razionalità di J. von Neumann e O. Morgenster, padri della teoria dei giochi, con il famoso libro “Theory of games and economic behavior”, che con la critica forte alla teoria walrasiana dell’equilibrio economico generale (che pone il limite di non tenere in giusta considerazione l’influsso che le interazioni con gli altri individui hanno sulle decisioni del singolo), ha generato “una nuova matematica”. In questo caso gli agenti sono consapevoli del fatto che le
proprie decisioni influenzano e sono influenzate dalle azioni di altri individui; é razionale dunque colui che, non solo massimizza la propria funzione obiettivo sotto il vincolo delle risorse a disposizione, ma considera anche le conseguenze dell’interazione strategica. Dunque il concetto di razionalità strumentale e quello di razionalità strategica prevedono che gli agenti economici si comportino in modo tale da perseguire il proprio interesse personale.
La principale distinzione effettuata dalla Teoria dei Giochi è quella che suddivide i giochi in:

Giochi non cooperativi:

  • ogni singolo partecipante cerca di ottenere il meglio per se stesso
  • non c’è possibilità di mettersi d’accordo
  • eventuali comportamenti “cooperativi” riflettono interessi indipendenti

Giochi cooperativi:

  • unità di analisi è il gruppo, o coalizione
  • collaborazione produce maggiori guadagni per tutti
  • vero problema: ripartizione dei interessi e benefici tra i singoli

La Razionalità Strategica

La teoria dei giochi studia i meccanismi della scelta razionale in situazioni caratterizzate da interdipendenza, cioè in quelle circostanze in cui il risultato (playoff), ottenuto da un soggetto, dipende dalle scelte di altri soggetti che interagiscono con lui e viceversa. Ne consegue che il soggetto, se è razionale, tiene conto di questo stato di cose nel decidere le proprie azioni: si comporta, pertanto, in modo strategico. La razionalità strategica o strumentale propone una razionalità non solo per il conseguimento del proprio obiettivo, ma considera anche la conseguenza dell’interazione strategica.

Il concetto di equilibrio di Nash, premio Nobel per l’economia, risponde al problema di determinare la soluzione di qualsiasi gioco, sulla base di pochi e generali principi di razionalità. Se le strategie dei giocatori sono in equilibrio, ognuno ottiene dal gioco il massimo che può aspettarsi, in base alle scelte razionali degli altri giocatori. Bisogna conoscere le dinamiche dominanti .
Illuminante è la visione del film:

Molti giochi conflittuali, specialmente nell’economia e nelle scienze sociali, hanno più equilibri.“il risultato migliore si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sè e per il gruppo, secondo la teoria delle dinamiche dominanti “
Secondo la teoria del matematico americano, infatti, in un gruppo di contendenti la spunta chi persiste in un’opzione strategica, anche se spesso non è la più intuitiva, anzi può essere in apparenza controproducente. E i numeri lo provano. Il teorema di Nash dimostra che in una situazione dove gli attori non cooperano, anzi sono in competizione tra di loro e non possono fidarsi l’uno dell’altro o accordarsi (nel caso specifico seguendo alla lettera il motto “tutto è lecito in amore e in guerra”), la mossa vincente, per tutti e per ciascuno, è arrivare a un equilibrio, definito appunto “di Nash”.

“E’ come se partecipassi a un gioco con le regole che per me non hanno senso, perché le ha fatte della gente sbagliata. No, anzi: non le fa nessuno. Sembra che si facciano da se stesse”

(Il Laureato, 1967)

Conoscere le regole e attivarle affinchè sia il singolo, sia il gruppo raggiungano efficacemente i risultati è la più importante competenza manageriale. Ecco perché applicare la Teoria dei giochi è diventata una prassi formativa. La principale distinzione effettuata dalla Teoria dei Giochi è quella che suddivide i giochi in:

Giochi non cooperativi:

  • ogni singolo partecipante cerca di ottenere il meglio per se stesso
    non c’è possibilità di mettersi d’accordo
  • eventuali comportamenti “cooperativi” riflettono interessi indipendenti


Giochi cooperativi:

  • unità di analisi è il gruppo, o coalizione
  • collaborazione produce maggiori guadagni per tutti
    vero problema: ripartizione dei interessi e benefici tra i singoli

Conclusioni

Nell’offrire strumenti utili all’imprenditore consapevole, non potevamo non dedicare uno spazio significativo al tema dei processi decisionali, considerando che la competenza del saper prendere decisioni è molto più di una soft skill.
E’ una competenza distintiva dell’imprenditore. Infatti possiamo dire che le caratteristiche essenziali di un mindset imprenditoriale sono l’azione e la capacità decisionale cioè la capacità di assumersi il rischio e organizzarsi per trasformare un’idea in una vera azienda o attività, con determinazione e capacità di fare scelte giuste. Tutte le competenze imprenditoriali discendono o sono espressione di
queste caratteristiche fondamentali, e il loro sapiente mix ed equilibrio determinano spesso il successo
dell’imprenditore. Ciò che è fondamentale è sapere ed aver chiaro che si tratta di una competenza che si apprende. Al di là di inclinazioni o abilità caratteriali nell’essere più o meno portato a fare scelte immediate, la competenza decisionale si può imparare , si acquisisce con tecniche ed esercizi precisi e percorsi formativi ad hoc.
La THRUST Group Academy, con i suoi formatori selezionati e specializzati, vuole offrire un servizio adeguato agli imprenditori, ai manager e alle aziende stesse.

Note / Bibliografia
  • Freddi Giorgio (1996), “Razionalità decisionale”, voce in G. Capano e M. Giuliani, Rivista italiana di politiche pubbliche, Carocci, Roma.
  • Meneguzzo M., Managerialità, innovazione e governance, Roma, Aracne, 1999
  • Mongestern O., von Neuman J., Theory of games and economic behaviour, Princeton University Press

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